Un libro generoso

"Quando sale le scale con la spesa si ferma in continuazione
e dice che un giorno o l'altro cadrà morta a metà scala,
come se fosse tanto importante arrivare in cima al sesto piano."

Ho letto "La vita davanti a sé” di Romain Gary tutto d'un fiato. Lo stile di racconto è delicatissimo, il protagonista un ragazzino che, narrando la sua storia in prima persona, fa entrare e conduce il lettore nella sua vita, in un quadro crudo e dolce contemporaneamente.

La scrittura semplice rende per il lettore tutto molto vicino, verosimile e di immediata comprensione.

Scavalca abilmente i fossati delle paure, delle contraddizioni e difficoltà di una società multietnica ed in evoluzione, che crea i suoi fantasmi e subisce le sue stesse assurde incoerenze. Ne fa cristallina, infantile e lapalissiana logica di osservazione della vita, della morte, del passato e del futuro, del pensiero, dell'azione e dell'attesa.
Tutto ciò con uno sguardo immerso d'amore disinteressato e amaro disincanto.

Penso di poter affermare sia uno dei libri più belli che abbia mai letto.

Una storia semplice e complicatissima, in cui si affrontano molte tematiche, fondamentali e costitutive dell'animo umano. Si parla di religione, di eutanasia, di progresso, di convivenza interrazziale, di prostituzione, di omosessualità, di amore...

E mai sembra di avvertire stridore in questa vastità di umane difficoltà, mai si sente di esserne sommersi. Pur nella sua assoluta mancanza di diplomazia, il racconto per voce di un ragazzino ne restituisce sincerità e schiettezza. Non risultando mai eccessivo.

Tutt'altro.

Durante il nostro incontro del club, ho descritto questo libro come 'generoso'. E penso sia la migliore definizione che avrei potuto trovare, per un libro che rileggerei subito. E rileggerei, e rileggerei...e rileggerò.

Marialetizia
per Illumilibro

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