Sulla strada giusta di Francesco Grandis


Questo libro fa discutere. Non c'è dubbio.

Inizio subito col dire che il dibattito è stato piuttosto animato, articolato e non sempre e per tutti concorde. Ma fin da subito avremmo sentito il bisogno di un confronto diretto con l'autore e questo non può che essere un segno postitivo.

Siamo partiti dallo stile e tutti hanno sottolineato il fatto che si tratta di una scrittura pulita, scarna e molto diretta, adatta al tipo di comunicazione che vuole rendere. 
A volte forse manca un po' di romanticismo, ma è sempre necessario?
Uno scrittore al suo primo libro con l'abilità di adattare lo stile al target e che trascina subito fin dalle prime pagine: interessante.

Poi siamo passati a discutere dei temi descritti. Uno per tutti, come affrontare il cambiamento e mettersi alla ricerca della Felicità.
Uno dei più vecchi al mondo direi; senza cambiamento non c'è rinnovamento, senza rinnovamento non c'è vita.
Ma non solo.

In questo libro si parla di insoddisfazione personale e lavorativa, si parla di dolore, di paura.
Si parla in maniera molto innovativa del significato del viaggiare inteso come ricerca di sè nell'altro e in posti nuovi e diversi da noi.

Si parla di amicizia e di rapporti interpersonali mettendo in luce come spesso ci si renda conto quanto siano fondamentali solo quando ci mancano.
È proprio il caso di Francesco, quando ritirato in un Tempio Buddista ritrova il sorriso nel momento in cui conosce una persona con cui rompere il silenzio della meditazione e inziare a parlare dei veri temi importanti della vita. Ed è da questa conoscenza che tra l'altro partirà un'altra fondamentale tappa del suo viaggio interiore.

Per alcuni il libro risulta un po' troppo carico di citazioni, ma che a mio avviso sono ben inserite nel contesto. Le citazioni, anche se di altri, quando sono usate nel modo e nel posto giusto, tornano a rivivere di vita propria e ad essere di nuovo originali.

È arrivato poi il momento di confrontarsi sulla soluzione proposta dall'autore: andare via, mollare tutto, trovarsi solo con sè stesso in capo al mondo per capire ciò che si vuole.
A volte è necessario andare lontano (fisicamente) per capire che quello che è importante è quello che hai sempre avuto vicino a te.
Certo è che non tutti possono permetterselo e non è solo un problema economico. 
Aggiungo però che leggere questo libro e rendersi conto che qualcuno ce l'ha fatta è un bel concentrato vitaminico per andare avanti e cercare la propria strada.
Ognuno di noi ovviamente deve essere in grado di trovare la propria modalità al fine di raggiungere la propria felicità, magari viaggiando anche solo con la fantasia.

E per finire, un sostantivo: sincerità.
È questo a nostro avviso il filo conduttore di tutto il libro.
Ed è la cosa che è piaciuta maggiormente.
L'autore si mette a nudo, dei suoi sentimenti, delle sue incertezze mostrando anche lati meno docili del suo carattere, che tutti abbiamo, ma che non sempre siamo disposti a mostrare.



per Illumilibro

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