Splendore di Margaret Mazzantini: lo splendore di un amore non vissuto o lo splendore nonostante tutto?

Credits: Elisa

Ho trovato "Splendore" di Margaret Mazzantini meraviglioso, emozionante, intenso, commovente e vibrante: la difficile, e a tratti cruda e crudele, storia d'amore tra Guido e Costantino, il loro apparente perdersi lungo le vicende grigie e quotidiane di matrimoni di facciata, figli amati e simbolo della negazione di sè stessi ("Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?"), i successi e i fallimenti, il calvario della separazione e il ritrovarsi dopo lunghi periodi ("rivederlo è semplicemente ricongiungermi con la mia vita").

Amo la Mazzantini e la sua scrittura, il suo saper essere feroce nel descrivere gli aspetti più abietti delle persone e la sua poesia nel narrarci gli istanti che rendono unica una vita.
( "...apro la finestra e fuori c'è l'aria del Sud, di questo mare grande che tutto unisce e tutto mischia e solo una cosa trascina, amore, amore mio infinito. Amore mio oltre le tempeste e i sogni, amore mio oltre gli orchi e la vergogna, amore dolce, amore violento, amore violato. Amore.")

Una lettura che affronta un tema forte, lo racconta senza remore, senza risparmiare nessuna ombra, nessuna piega scabrosa dell'essere omosessuali, della vergogna, della rabbia che avvelena l'esistenza, il recitare tutta la vita un ruolo che ti soffoca e  della violenza che si scatena contro il diverso. La voce di Guido, i suoi pensieri, le sue angosce, il suo raccontarci Costantino, scoperchia realtà scomode, tristi, la vittoria dei pregiudizi, la paura di essere se stessi, la sconfitta del sentimento di fronte agli altri.

Durante la discussione su questo libro e sul tema dell'omosessualità continuavo a riflettere sul titolo e mi domandavo: "lo splendore di un amore non vissuto oppure lo splendore dell'amore nonostante tutto? ".

La bellezza di questa storia e le emozioni che per giorni mi hanno accompagnato mi hanno portato a scrivere alcuni versi proprio sullo splendore dell'amore, che forse ripaga di ogni sofferenza e dolore.

"Nascosti nell'agguato della
speranza, del pensare
- dove andrà a finire lo splendore?-"
La sua misura, la quantità
immaginaria che attraversa
il nostro destino,
i nostri luoghi commossi,
di cui conto ogni gesto indeciso,
separo ogni grano
dell'appartenersi, per salvarlo,
per l'accuratezza della sofferenza
che mi plasma in stanze
ogni volta diverse.
Uno sbranare la vita
che sembra d'averti accanto,
come un ritaglio che logora,
un crampo del tempo,
la sagoma di un secondo
che possiede i colori lividi
dei nostri sguardi.
Improvvisamente è
un parlare ferito,
le parole hanno stelle e macerie
nell'intimità profonda
del nostro abbraccio.
Lenire così questa vertigine d'eterno
che ci trattiene, spezzare le mie certezze,
tremare impercettibilmente
nell'osmosi del fiato e del pianto,
nell'aver visto morire un oceano
o nel temere di essersi persi.
Ma l'attesa può essere
un coagulo del tempo,
un divario di carne e sogni
senza scampo.

Elisa
per Illumilibro



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