Uno sguardo tra i sedili del treno

Vi è mai capitato di osservare le persone mentre leggono un libro?
I versi, gli sguardi, i palpiti o i tic che li accompagnano?

Magari dando uno sguardo tra i sedili sdruciti di un vecchio treno pendolari, che corre sempre uguale dalla campagna alla città.
Oppure sulle poltrone del dentista, su cui anime in pena stanno attendendo il proprio turno, e sfogano l'ansia su libri o riviste consunte.
C'è chi tiene il libro stretto nelle due mani. La destra sulla pagina di destra e l'altra sulla sinistra, quasi a volerlo legato a se' con l'ansia che prima o poi scappi lontano. Gli occhi sono contriti, lo sguardo è sempre fisso sulla pagina, muove le labbra, le pupille seguono la lettura e addirittura se ti concentri puoi quasi sentire il respiro corto per l'emozione di ciò che sta capitando nella storia.
Poi c'è quello che lo tiene vicino agli occhi e ne segue con la testa l'andare delle scritte.
Poi c'è invece il "rilassato" che tiene il libro con una mano, il pollice che con forza allarga la costola per poter leggere chiaramente entrambe le pagine. Gambe accavallate e sguardo compiaciuto, quasi a dire: "leggo, ma non mi importa".
Ma poi c'è anche chi segue con il dito le righe o chi biascica le frasi lette sotto voce.
Chi non riesce a trattenere un sorriso, o una smorfia di disgusto.
Chi gelosamente custodisce il proprio libro rilegandolo con foglio di carta paglia o di giornale, chi sottolinea e chi lo ripone nella borsa da lavoro dopo averlo custodito in un bel sacchetto di plastica come protezione.
Poi c'è il "distratto", che prova ad essere tutte queste cose insieme, ma si guarda spesso intorno, molla un attimo l'attenzione, poi riparte voltando indietro la pagina per riprendere il filo del discorso.

Quante infinite categorie...ma una cosa è certa: quanti sentimenti, storie e vita dietro ognuno di essi.

Federica
per Illumilibro


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