Acciaio: una lega potente


Qualche settimana fa, una mia cara amica mi ha regalato un libro: 
Acciaio di Silvia Avallone.

Devo dire che ne avevo sentito parlare, e come non avrei potuto: il suo mancato primo posto al Premio Strega aveva risuonato in tutti i luoghi, ma come sempre quando libri, film o qualsiasi espressione d'arte viene così caricata di aspettative attendo un po' di tempo prima di gustarmelo, quasi a voler spacchettare questo dono piano e dolcemente. Temo di rimanere delusa e di farmi in qualche modo inconsciamente condizionare dalle altrui opinioni.
E invece inaspettato è arrivato questo regalo e dato che questo mese nel club abbiamo deciso di rompere la tradizione della lettura comune, e presentare ognuno un proprio libro, ho iniziato subito a leggerlo.

Cosa dire...L'ho divorato...
E' un libro che ti rimane dentro, i personaggi così ben descritti sembrano essere tuoi amici o tuoi parenti.
Ti affezioni a loro, di loro vuoi sapere, ridi e piangi con loro...Anche dei cattivi vuoi capire, cerchi di immaginare cosa possano pensare, perchè hanno fatto questo o quello, perchè non possono uscire dal brutto giro in cui sono andati a ficcarsi. A volte vorresti entrare dentro quelle pagine e dire loro che stanno sbagliando, di stare attenti, di provare a farcela nonostante tutto.
L'acciaio è una lega potente di ferro e carbonio.
Acciao, il libro, è una lega potente di amicizia, quella vera, e di vita, quella vera.
Il libro è ambientato a Piombino, in un quartiere immaginario che sicuramente sarà stato ispirato da qualche vero quartiere della città, ma soprattutto è ambientato in un luogo qualsiasi di una qualsiasi periferia operaia, dove il tempo scorre lento, scandito dai turni di lavoro e dai sogni di coloro che sperano di volare via da lì.
L'Isola d'Elba che si staglia sullo sfondo del mare e sull'orizzonte di questo romanzo, è il simbolo del desiderio, dell'irraggiungibile, quello per cui continui a vivere e aspetti; e così su quello sfondo Francesca sogna di diventare una velina ammirata in televisione, Anna sogna di diventare magistrato, e Alessio sogna Elena...
E a chi dice che il finale è un po' troppo scontato vorrei ricordare che la vita non è altro che un aggregato di momenti.
E quando riusciamo in qualche modo, anche con voce strozzata a dire "la vita va avanti", staremo anche vivendo un finale scontato, ma grazie al cielo anche un nuovo inizio.

Federica
per Illumilibro

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