Una riflessione su Madame Bovary



Questo è uno di quei libri che non sono riuscita a finire.
Ma sono arrivata ad un buon punto per poter iniziare a dire qualcosa.

Credo che spesso si riesca a capire e a vivere fino in fondo una lettura sulla base di quelle che sono le aspettative.

Io mi aspettavo Madame Bovary, questo capolavoro della letteratura classica, come travolgente, appassionante, intrigante...
Questa era l'idea che mi ero fatta.
E invece ho trovato solo tanta tristezza. E tanta immobilità.

Probabilmente dipende dal periodo in cui è stato scritto. Tante cose erano tabù e non si potevano nemmeno pensare.
La figura della donna era relegata ad un ruolo stereotipato all'interno della coppia, fino al punto di privarsi della propria persona e personalità.
Così i desideri rimanevano solo un pensiero considerato troppo ardito e la propria fantasia rimaneva intrappolata in una rete di perbenismo.

Ma siamo sicuri che non sia ancora un po' così?
Quanti di noi veramente riescono a dare vita ai propri desideri?

E queste domande che mi pongo, oltre alle piacevoli chiaccherate con i membri del club, mi danno modo di rivalutare questa lettura e mi spingono a terminarla.

Forse è l'idea di ciò che potremmo essere che ci fa vivere intensamente ogni attimo della nostra esistenza.

Federica
per Illumilibro

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